Virtual Photography e ready made | Intervista a Emanuele Bresciani

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Emanuele Bresciani, Whispers in the dark da Uncharted 4

Bergamasco, classe 1969, Emanuele Bresciani è considerato il pioniere della Virtual Photography italiana e mondiale. Lo abbiamo incontrato lo scorso febbraio a Luzzana, nella chiesa sconsacrata di San Bernardino, in occasione della sua mostra “Screenshot” in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea di Luzzana.

Malinconia e Nostalgia: una poetica binaria Intervista a Lorenzo Benzoni

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Lorenzo Benzoni – classe 1997 – è un giovane artista, oltre ad essere un b-boy, che studia Pittura all’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo e, prossimamente, diretto verso il Master in Arti Visive a Losanna. Durante la quarantena abbiamo fatto una chiacchierata con lui e, tra le altre cose, ci ha parlato della sua poetica malinconica, di quanto conti nella pratica artistica avere esperienze il più trasversali possibile, di Mark Fisher, del pop-adolescenziale che «non me la sento di buttare via» e dei meme trash che viaggiano sulle chat whatsapp dei genitori (che lo crediate o no anche questo è potenziale materiale artistico).

Si potrebbero spendere altre parole, ma le più importanti le ha dette lui.

Estetizzazione della politica e viceversa

arte, letteratura

Come possiamo adottare un approccio attivista nei confronti dell’arte? Come possiamo utilizzarla per manifestare dissenso? E soprattutto, che senso ha organizzare mostre politiche su scala globale? Sono queste alcune delle domande a cui il libro Artecrazia. Macchine espositive e governi dei pubblici cerca di porre risposta.

Brevissima storia della Tuta

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La Tuta è diventata la nostra seconda pelle durante questi lunghi mesi di quarantena. Indumento per eccellenza della quotidianità, quasi nessuno si è interrogando sulle sue origini. Dinamicità, movimento e velocità sono aggettivi che vi suggeriscono qualcosa? Ebbene si, la Tuta ha preso forma grazie al Futurismo. In particolare dalla collaborazione del giovane stilista Thayaht e suo fratello Ram.

Le Donne e l’arte del Coraggio. Storie di chi ha deciso di non restare in silenzio

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Le Guerrilla Girls si definiscono artiste e attiviste femministe. Sono un collettivo di donne fondato nel 1985 a New York che si impegna, attraverso l’arte e l’ironia, a discutere di parità di genere e del ruolo delle donne nel mondo dell’arte. Ciò che questo gruppo di attiviste mascherate da gorilla cerca di combattere è, principalmente, l’impostazione del sistema del mondo dell’arte, che si basa su pretese sessiste e su discriminazioni di genere.

Ian Wilson 1940 – 2020

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Il 17 aprile 2020 è venuto a mancare uno degli esponenti più radicali ed estremi dell’arte concettuale: Ian Wilson.

Nato in Sud Africa nel 1940, Wilson si è trasferito a New York nel 1960 e ha subito mostrato una vicinanza al minimalismo e a tutto ciò che riguardasse l’arte nelle sue forme più lineari, pulite e astratte. Inizia a produrre sculture e dipinti prevalentemente in bianco e nero.

Sindrome Garpez

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Accade che spettatori un po’ distratti, di fronte a certe opere d’arte, vadano incontro alla cosiddetta “sindrome Garpez”, la stessa sindrome che affligge Giovanni Storti nel film Tre uomini e una gamba quando, trovandosi sottomano per la prima volta l’opera dell’artista Garpez e scoprendone il valore esclama: «Cos’è ‘sta roba? Scusate ma… 170 milioni per questa merdina qua? Ma dai, è una follia!» e Giacomo risponde: «Macché follia, che follia!? Ma lo sai che questo qui è un Garpez, uno dei più grandi scultori viventi?»  E Giovanni: «Ma scultore che cosa? Ma guarda che il mio falegname con 30.000 lire la fa meglio, vah, non ha neanche le unghie!». 

La dimensione familiare di Flavio Favelli

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La ricerca artistica di Flavio Favelli è una delle analisi contemporanee che più si avvicinano al tema della memoria: è memoria familiare, legata principalmente ai ricordi riguardanti aneddoti di famiglia, comportamenti, tradizioni e più in generale a ciò che ogni individuo ha vissuto nel privato. È utile ripercorrere la  biografia dell’artista per poter spiegare il suo lavoro, soffermandosi sulle vicende che l’hanno in qualche modo condizionato o avvicinato all’arte. La storia di Favelli comincia nel 1967 a Firenze e prosegue nella casa-studio a Savigno, in provincia di Bologna, dove era solito trascorrere le vacanze da bambino. 

Gerda Taro e Robert Capa, compagni nell’arte e nella vita

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Gerta Pohorylle, conosciuta con lo pseudonimo di Gerda Taro, nasce a Stoccarda nel 1910 da una famiglia di ebrei polacchi. Centro di attrazione attorno al quale ruotano le vite di tutti gli amici e conoscenti, donna dal fascino intellettuale irresistibile, Gerda è convinta delle proprie idee a tal punto da finire in carcere a causa della sua attività nel Partito Comunista Tedesco. Sarà proprio questo episodio a spingerla a trasferirsi a Parigi, città apparentemente sicura e immune dal parassita nazista grazie all’alto livello culturale e artistico.

Come spiegare ai tuoi amici che non lo potevano fare anche loro

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Le risposte che ogni studente di Belle Arti ha dovuto dare ad amici e parenti

Quante volte durante le riunioni di famiglia, le cene di Natale, le feste di compleanno e gli aperitivi al bar ci hanno chiesto cosa studiassimo? Quante volte dopo aver risposto «studio all’Accademia di Belle Arti» ci siamo trovati immersi in dieci secondi di imbarazzante silenzio?