Training Humans

arte

A causa dell’emergenza sanitaria di questi giorni visitare mostre è fuori discussione. Moltissime gallerie e musei hanno reagito organizzando itinerari virtuali fruibili online direttamente da casa. Non ho però intenzione di soffermarmi su temi quali la smaterializzazione del pubblico o la direzione presa dalla curatela ai tempi del Coronavirus, ma voglio forzare un collegamento a partire dal tema del digitale per parlare di una delle mostre che più mi ha saputo colpire lo scorso anno.

Estetizzazione della politica e viceversa

arte, letteratura

Come possiamo adottare un approccio attivista nei confronti dell’arte? Come possiamo utilizzarla per manifestare dissenso? E soprattutto, che senso ha organizzare mostre politiche su scala globale? Sono queste alcune delle domande a cui il libro Artecrazia. Macchine espositive e governi dei pubblici cerca di porre risposta.

Cosa abbiamo imparato da Okwui Enwezor?

arte

A un anno di distanza dalla sua prematura scomparsa dopo una lunga battaglia contro il cancro, abbiamo ancora un sacco di cose da imparare dalla figura di Okwui Enwezor, critico d’arte morto a soli 55 anni il 15 marzo 2019. Lo dimostra il fatto che, digitando il suo nome in internet, la maggior parte degli articoli restituitici dai motori di ricerca sottolineano con fare sensazionalistico il suo essere stato il primo curatore nigeriano della Biennale.

Immagini televisive, malgrado tutto

arte, cinema

Nell’epoca digitale le immagini non sono più proprietà esclusiva degli artisti, ma contribuiscono a costruire una certa coscienza, una certa sensibilità, una certa opinione nei confronti dell’ambiente che ci circonda, soprattutto grazie alla possibilità di interagire direttamente con esse. Questo potere, porta con sé aspetti molto pruriginosi. Fenomeni come le fake news, per esempio, manipolano la realtà, una realtà che al tempo stesso ci manipola. Il problema diviene dunque capire se ciò che ci si para di fronte sia vero, falso, o proiettato a muoversi in entrambe le direzioni.