Le Occupazioni fotografiche di Anselm Kiefer

arte

Anselm Kiefer rappresenta, insieme a Georg Baselitz, uno dei grandi nomi della Neuen Wilden, il gruppo neoespressionista tedesco che si sviluppa in Germania  durante gli anni Ottanta. La maggior parte di noi ha sentito parlare di Kiefer per I Sette Palazzi Celesti, esposti alla Fondazione HangarBicocca di Milano, ma molti non conoscono la sua magnifica produzione fotografica degli anni Settanta. 

Lo sguardo sul mondo nella fotografia di Thomas Ruff

arte

Sono molti gli artisti che in ambito fotografico si sono occupati e si occupano di archiviare e documentare la realtà. Questa tendenza è riscontrabile a partire dalla metà degli anni Sessanta con la Scuola di Düsseldorf, in particolare con Bernd e Hilla Becher e in seguito con gli allievi Andreas Gursky, Candida Höfer, Thomas Ruff e Thomas Struth.

Storia di una professione ormai estinta: il lamento funebre

Filosofia, letteratura

Il culto dei morti ha da sempre accomunato tutte le culture sacre popolari ed è ancora oggi presente in molti riti folkloristici. La commemorazione dei defunti è in ogni civiltà una fonte di guadagno per molti. In particolare vi è un antico mestiere, legato a questo ambito economico, che oggi è praticamente scomparso.

La dimensione familiare di Flavio Favelli

arte

La ricerca artistica di Flavio Favelli è una delle analisi contemporanee che più si avvicinano al tema della memoria: è memoria familiare, legata principalmente ai ricordi riguardanti aneddoti di famiglia, comportamenti, tradizioni e più in generale a ciò che ogni individuo ha vissuto nel privato. È utile ripercorrere la  biografia dell’artista per poter spiegare il suo lavoro, soffermandosi sulle vicende che l’hanno in qualche modo condizionato o avvicinato all’arte. La storia di Favelli comincia nel 1967 a Firenze e prosegue nella casa-studio a Savigno, in provincia di Bologna, dove era solito trascorrere le vacanze da bambino. 

Videocracy, la realtà che fingiamo di non vedere

cinema

Vi siete mai domandati cosa c’è realmente dietro tutti i programmi con cui la televisione ci bombarda ogni giorno? Sarà tutto vero? Ma ha vinto davvero tutti questi soldi? Stanno litigando o è tutta finzione? Una parziale risposta a tutte le domande che ci frullano in testa guardando la cosiddetta tv spazzatura ci viene data dal documentario VideocracyBasta apparire del regista e produttore Erik Gandini. Nonostante il documentario sia stato prodotto nel 2009 ho riscontrato che molti degli aspetti presentati sono ancora oggi (purtroppo) molto attuali.

Quella volta in cui vidi del formaggio gigante in un Museo (E che poi si scoprì essere tutt’altro)

arte

Quando ho visto per la prima volta un museo di Arte Contemporanea, l’Hamburger Bahnhof di Berlino, ho pensato si trattasse di lavori che non potevano assolutamente competere con i capolavori rinascimentali o romantici. Mi trascinavo nelle varie sale con aria confusa, buttando l’occhio qua e là ma senza capire cosa stessi guardando. Mi soffermai su un’opera in particolare, al piano terra. In una grande sala erano state posizionate, su delle pedane di legno, delle grosse forme di quello che all’epoca mi sembrò formaggio. Emanava un odore particolare, non era un tanfo vero e proprio quanto più una presenza misteriosa nell’aria. La domanda principale che mi posi fu cosa avesse spinto un artista a realizzare quelle enormi forme di formaggio e cosa fosse passato nella mente di chi aveva addirittura deciso di esporle in un Museo.