Le Occupazioni fotografiche di Anselm Kiefer

arte

Anselm Kiefer rappresenta, insieme a Georg Baselitz, uno dei grandi nomi della Neuen Wilden, il gruppo neoespressionista tedesco che si sviluppa in Germania  durante gli anni Ottanta. La maggior parte di noi ha sentito parlare di Kiefer per I Sette Palazzi Celesti, esposti alla Fondazione HangarBicocca di Milano, ma molti non conoscono la sua magnifica produzione fotografica degli anni Settanta. 

Il debutto di Kiefer nel mondo dell’arte avviene nel 1969 quando, appena ventiquattrenne, inizia a scattare una serie di autoritratti fotografici denominati Heroische Sinnbilder, che tradotto significa ‘Simboli Eroici’.  All’interno delle fotografie l’artista compie delle ‘azioni’ o, come vengono definite da Kiefer, delle ‘occupazioni’ in cui indossa abiti stravaganti di diverso genere, dagli abiti hippie all’uniforme militare del padre, e si fotografa nel suo studio e in diversi paesi politicamente significativi o con un passato di Imperialismo, come la Svizzera, la Francia e l’Italia. Il filo conduttore delle fotografie è la posizione dell’artista intento ad imitare il saluto nazista Sieg Heil, gesto che all’epoca ha sconvolto l’opinione pubblica. Dal 1945, l’anno di nascita dell’artista il paese aveva deciso di liberarsi di ogni riferimento al nazismo con un processo denominato ‘denazificazione’. L’intento di Kiefer non era quello di celebrare il nazismo, piuttosto quello di recuperare il gesto del Sieg Heil per dare uno slancio verso il rinnovamento e per eliminare la vergogna di un popolo che era stato sfruttato dal regime totalitario di Hitler. Il mezzo per apportare questo cambiamento sociale è l’arte, che diventa per l’artista il medium per comunicare anche argomenti che solitamente si preferirebbe insabbiare e nascondere. 

Tra i numerosissimi autoritratti di Heroische Sinnbilder ce n’è uno in particolare che mi ha colpito, sia per la sua ironia velata sia per la sua forza espressiva: Gehen auf Wasser. Versuch in der Badewanne (Camminare sull’acqua. Tentativo nella vasca da bagno). L’artista è dentro la vasca da bagno, fermo in una posizione fiera, con il soprabito militare del padre e gli stivali da equitazione. Sembrerebbe sospeso sull’acqua ma ad uno sguardo più attento è possibile notare uno sgabello. Oltre al riferimento biblico di Cristo che cammina sulle acque ce n’è un altro, legato alla tradizione nazionalsocialista che attribuiva a Hitler, incapace di nuotare, la facoltà di camminare sulle acque. Dunque uno scatto ironico, frutto della volontà kieferiana di parlare di argomenti legati alla Germania, al Totalitarismo e al dramma dell’Olocausto.

Anselm Kiefer, Besetzungen, 1969, collage su fotografia in bianco e nero, pubblicata nel saggio fotografico Occupations, Interfunktionen, no.12, 1975

 

A caccia del fotografo di Heroische Sinnbilder

Una domanda sorge spontanea guardando le numerose fotografie di Heroische Sinnbilder: chi le ha scattate?  Non è ancora stata fatta chiarezza sulla questione ma ci sono diverse ipotesi. Per le fotografie scattate nello studio è possibile che Kiefer abbia usato un timer. Per quanto riguarda gli scatti realizzati all’aperto è invece molto improbabile l’uso di un timer, in quanto negli anni Sessanta i timer erano sottoposti ad un ritardo nello scatto e le fotografie di Kiefer dovevano essere scattate in fretta per evitare l’intervento esterno della polizia o dei passanti. Un’altra teoria vuole che la fotografa di Kiefer fosse inizialmente la prima moglie Julia, nominata spesso nella sua autobiografia. È possibile che la donna abbia accompagnato l’artista durante i suoi viaggi in Europa e che abbia scattato le foto sul posto. 

Il caso di Interfunktionen 12 

Diciotto tra le numerose foto in bianco e nero di Simboli Eroici, scattate sia nello studio che in giro per l’Europa, furono pubblicate nel 1975 in un saggio fotografico sul numero 12 della rivista tedesca Interfunktionen sotto il nome di Besetzungen, in italiano ‘Occupazioni’, ma furono anche descritte provocatoriamente dall’artista sulla prima foto come

«Tra l’estate e l’autunno del 1969, ho occupato la Svizzera, la Francia e l’Italia, alcune foto».  

Come già accennato, replicare il saluto nazista era vietato dal 1945. Per questo motivo quando gli artisti, i curatori e gli sponsor vennero a sapere del progetto di Kiefer, le critiche furono così aspre da non permettere ad Interfunktionen di pubblicare i numeri successivi. «Who’s this fascist who thinks he’s antifascist?» («Chi è questo fascista che pensa di essere un antifascista?»), affermò l’artista Marcel Broodthaers (1924-1976) osservando con aria di sdegno il progetto di Kiefer. Come ricorda lo storico dell’arte Benjamin Buchloh, Broodthaers in seguito decise di non pubblicare più il suo libro d’artista sullo stesso numero di Interfunktionen e, come lui, anche molti altri artisti presero la stessa decisione. Vennero a mancare i finanziamenti per il numero successivo, decretando l’effettiva fine di Interfunktionen, che era stata la maggiore rivista d’arte dal Dopoguerra. L’opinione pubblica era scandalizzata, i curatori, i critici,  gli artisti; gli sponsor ritirarono le pubblicità ponendo fine alla rivista. Il numero 12 di Interfunktionen fu anche l’ultimo.

È giusto parlare del passato in ambito artistico? La mia risposta è sì. Kiefer vuole, con le sue opere, dare una bella scossa ai suoi contemporanei. Decide di non osservare passivamente la crisi e lo stato di torpore in cui la società contemporanea si trova. Egli mostra e rende ancora più evidenti le tracce di un passato disastroso di cui il popolo tedesco si vergogna. Anselm Kiefer è quello che il filosofo Giorgio Agamben definirebbe un contemporaneo, un soggetto capace di uscire dalla propria epoca, guardandola con un occhio critico. Pur sapendo di appartenervi irrimediabilmente riesce a confrontare il suo tempo con il tempo passato, distinguendo la luce dal buio. 

Anselm Kiefer, Besetzungen, 1969

Foto di copertina Anselm Kiefer, Heroische Sinnbilder, 1969, stampa su carta in bianco e nero

LINK FOTO

https://www.tate.org.uk/research/publications/in-focus/heroic-symbols-anselm-kiefer/occupations-heroic-symbols