Santa Lucia davanti al giudice

arte

Lorenzo Lotto (1480-1556/7), Santa Lucia davanti al giudice(1532)
Per conoscere la produzione controcorrente di Lorenzo Lotto è necessario tornare indietro nella Venezia del XVI secolo. Personalità autonoma, in cerca di tradizioni culturali diverse dalla propria, Lotto sin dalle prime opere esprime la sua inclinazione ad un’attenta indagine psicologica dei suoi soggetti. Insieme colore e luce si impegnano nella minuziosa descrizione della realtà.


In questo caso la pala, commissionata dai confratelli dell’Ospedale di Santa Lucia, mette in scena lo scontro tra giudici irosi, idoli pagani e la salda fede della Santa siracusana.
L’opera costituisce un importante riferimento visivo per lo studio e la ricostruzione dell’evoluzione delle fogge e del gusto vestimentario dei primi decenni del Cinquecento. Un periodo contraddistinto da modelli di abbigliamento volti alla ricerca di tridimensionalità delle forme e ampiezza.
Esemplare è la veste-camora che avvolge sino ai piedi la Santa sottoposta a giudizio, probabilmente in velluto di seta giallo con scollo quadrato da cui emerge la finissima camicia in batista di lino fittamente plissettata ai bordi e ricamata con filo d’oro. Le maniche, rese gonfissime da un’imbottitura artificiale, sono rinserrate orizzontalmente da nastri lasciando in vista quelle sottostanti a coméo, percorse verticalmente da fessure di sbieco e guarnite da sbuffi di stoffa della camicia sottostante. La gonna, sostenuta da un verdugale di grossa tela inamidata a forma conica, si alza sulla sottoveste di damasco bianco. Al centro della scena l’uomo che tenta invano di trascinare Lucia, indossa un tipico completo maschile del Cinquecento europeo, composto da un farsetto azzurro con maniche trattenute da lacci orizzontali e stratagliate. Sopra di esso porta un colletto smanicato e scampanato sui fianchi. Le cosce sono invece ricoperte da larghe calzebrache arricchite da nastri alle ginocchia. Infine, ai piedi calza un paio di morbide scarpe a zampa d’orso.