L’imitazione del vero

letteratura

Scorrevo la lista dei libri proposti per disputarsi la LXXIV edizione del Premio Strega. L’occhio scivola di titolo in titolo muovendosi al ritmo della curiosità: di tanto in tanto rallenta la discesa, qua e là si ferma per un attimo, indugia su una parola, passa alla successiva e infine trova qualcosa su cui posarsi: L’imitazione del vero di Ezio Sinigaglia.

È un libretto sottile (appena un centinaio di pagine), che costruisce la propria identità intorno a pochi ma inconfondibili elementi: un’ambientazione quasi fiabesca (il principato di Lopezia), una macchina del piacere costruita in legno (ma non solo..), una coppia alquanto bizzarra – il gigante biondo e il fanciullo nero – e una lingua antica e letteraria, che proietta la storia in un tempo (passato?) nel quale l’omosessualità è reato.

Riga per riga la trama, un groviglio di inganni, verità scoperte e beffatori che diventano beffati, assume la consistenza di una vera rete, la rete del piacere carnale che intrappola uno ad uno tutti i personaggi, con conseguenze imprevedibili e incerte fino all’ultimo.

L’Imitazione del vero è un microcosmo di lussuria, dove tutto – pensiero,azione, arte, ingegno- è mosso dall’incontenibile desiderio di toccare e essere toccati e non importa che quest’ultimo assuma i colori rassicuranti del trasporto amoroso o quelli più perturbanti della pedofilia, perché il narratore è insensibile a queste distinzioni e descrive con lo stesso garbo ogni situazione, dall’innocente onanismo a voluttà ben più problematiche (almeno per chi non si sia calato nella logica del racconto).

In questo gli viene in soccorso la lingua, che con la sua artificiosa ma fluente inattualità allontana ogni sospetto di pornografia e permette alla voce narrante di mantenersi equidistante tanto da un atteggiamento di pudica censura quando da un volgare inneggiamento al sesso.

Certo, il registro stilistico e linguistico concorre a un ulteriore allontanamento: tiene a distanza e forse respinge il lettore che si aspetta una comprensione senza sforzo, abituato a un tipo di scrittura che consente di capire scivolando velocemente sulle parole e sulla sintassi.

Ma a tenere a distanza il lettore pigro ci penserà l’indicazione in copertina: TerraRossa Edizioni | Sperimentali. Collana dedicata agli scrittori in grado di coniugare solidità narrativa e originalità stilistica.

Immagini di copertina: https://cutt.ly/AtgkaGy