Storia di un matrimonio (2019) di Noah Baumbach

cinema

Quando Noah Baumbach ha scelto l’espediente registico per mostrare le dinamiche della famiglia Barber, chi ha visto questo film sa che ci ha proposto un gioco da tavola. Sappiamo che nel Monopoly, fra imprevisti e probabilità (e con un po’ di fortuna), si raggiunge un gruzzoletto di terreni per poi costruirvici sopra. In questo caso i giocatori sono ai ferri corti e la partita dura decisamente più del previsto. Perché Nicole lo vuole, dannatamente, il «pezzo di terra tutto suo», e quando due spiriti competitivi se la giocano a dadi può finire male, al punto da battere i pugni sul tavolo, o contro un muro. 

L’Alba di Fenoglio – parte prima

cinema, letteratura

Se pensando alla città di Alba vi vengono in mente solamente tartufo, nutella e vino, state sicuramente dimenticando qualcosa, anzi qualcuno: il più grande scrittore della resistenza, Beppe Fenoglio. Abbiamo intrapreso un tour didascalico tra le Langhe alla scoperta della terra, dell’aria e dell’acqua che hanno dato vita alla sua opera.

Virtual Photography e ready made | Intervista a Emanuele Bresciani

arte
Emanuele Bresciani, Whispers in the dark da Uncharted 4

Bergamasco, classe 1969, Emanuele Bresciani è considerato il pioniere della Virtual Photography italiana e mondiale. Lo abbiamo incontrato lo scorso febbraio a Luzzana, nella chiesa sconsacrata di San Bernardino, in occasione della sua mostra “Screenshot” in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea di Luzzana.

Breve storia della paura fantastica

letteratura

Mi sono sempre chiesto se fosse possibile conciliare il realismo della letteratura italiana con il genere horror, così irrazionale, oscuro e astratto. Questo insolito quesito di dubbia utilità è saltato nel mio cervello diversi anni fa: mi trovavo sul tram, distrutto e sfiancato dopo una giornata di università milanese (che ai tempi odiavo), e mi capitò di assistere e di ascoltare ad una discussione alquanto peculiare.

Artisti in isolamento | Intervista a Ludovico Colombo

arte

La quarantena e l’isolamento hanno inciso ormai sulla vita e il lavoro di tutti. In particolare sul lavoro dei giovanissimi artisti appena emergenti, che si sono visti bloccare sul nascere la stagione primaverile di mostre, bandi, residenze ed esposizioni. Il quesito che ogni persona appartenente all’ambito artistico si pone in questi ultimi giorni è quello sul futuro. Nessuno sa cosa ne sarà dell’Arte Contemporanea dopo questa brutta battuta d’arresto. Gli artisti però, dai più ai meno giovani, sono quelli che stanno cercando di fare tesoro di quest’esperienza: autoriflessione, introspezione, tempo da dedicare ai propri progetti.

Malinconia e Nostalgia: una poetica binaria Intervista a Lorenzo Benzoni

arte

Lorenzo Benzoni – classe 1997 – è un giovane artista, oltre ad essere un b-boy, che studia Pittura all’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo e, prossimamente, diretto verso il Master in Arti Visive a Losanna. Durante la quarantena abbiamo fatto una chiacchierata con lui e, tra le altre cose, ci ha parlato della sua poetica malinconica, di quanto conti nella pratica artistica avere esperienze il più trasversali possibile, di Mark Fisher, del pop-adolescenziale che «non me la sento di buttare via» e dei meme trash che viaggiano sulle chat whatsapp dei genitori (che lo crediate o no anche questo è potenziale materiale artistico).

Si potrebbero spendere altre parole, ma le più importanti le ha dette lui.

Le Occupazioni fotografiche di Anselm Kiefer

arte

Anselm Kiefer rappresenta, insieme a Georg Baselitz, uno dei grandi nomi della Neuen Wilden, il gruppo neoespressionista tedesco che si sviluppa in Germania  durante gli anni Ottanta. La maggior parte di noi ha sentito parlare di Kiefer per I Sette Palazzi Celesti, esposti alla Fondazione HangarBicocca di Milano, ma molti non conoscono la sua magnifica produzione fotografica degli anni Settanta.